Racconti del XVII Congresso Nazionale della GiOC

 “CHIAMATI PER NOME”

Racconti del XVII Congresso Nazionale della GiOC

 

Il 10 e 11 dicembre 2016, si è tenuto a Brescia il XVII Congresso Nazionale della GiOC, dal titolo “Chiamati per nome. Giovani in movimento oggi, verso un lavoro domani”. Il titolo del Congresso è stato scelto per evocare l’immagine di Gesù che ci chiama per nome ad uno ad uno, come fa con Zaccheo, ma anche la chiamata collettiva che ci porta a far parte del movimento, in un’esperienza di associazionismo con i giovani e per i giovani.

Il senso del Congresso

Il Congresso è stato momento per eleggere nuovi responsabili, un’occasione di scambio e di confronto, un momento per pensare all’identità del movimento e per comunicare le idee che abbiamo per migliorarlo.

A chiarirne il significatoe a sottolinearne l’importanza è lo stesso Cardijn, che già a partire dal primo Congresso giocista del 1925 disse: “Per la prima volta nella storia, i giovani lavoratori si riuniscono per studiare il loro programma e forgiare gli strumenti che lo realizzeranno. Questo congresso non sarà una chiacchierata, ma un autenticocantiere in attività. Il nostro movimento ha già come caratteristica il lavoro realizzatore che prepara il futuro di giustizia, di fraternità e di fede. Un simile ideale non si realizza con discorsi o con pompose dichiarazioni, ma con un lavoro in comune, accettato fraternamente e perseguito con tenacia”.

Ed è proprio in ragione di quel “lavoro comune” evocato da Cardijn che si spiega la scelta di svolgere questo fondamentale momento a Brescia, per sostenere le attività che la zona sta portando avanti da molto tempo e il gruppo dei ragazzi che quest’anno ha rafforzato il suo cammino nella GiOC.

La fotografia della GiOC

Capire a che punto siamo, verso quali luoghi si è mosso il movimento e in che direzione stiamo andando. Sono stati quindi analizzati i contesti che la GiOC vive nel Nord Italia, a Torino, Biella, Alba e Alessandria e Brescia; il contesto di Rimini e Villa Verucchio, la realtà di Sala Bolognese e di Roma per il centro Italia e infine la situazione del Sud: Foggia, Bari, Altamura, Taranto per la Puglia; Pozzuoli e Monte Ruscello per la Campania e la realtà in fermento in Calabria con le esperienze di Vibo Valentia, Porto Salvo e Preitoni, Catanzaro e i territori conosciuti nell’ultimo triennio a Dasà ed Acquaro e Catania per la Sicilia.

La formazione e i dibattiti

In secondo luogo il momento di formazione. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile si attesta intorno al 37,9% e lo scenario lavorativo nel quale i giovani italiani sono inseriti è sempre più preoccupante. Abbiamo quindi preso parte ad un’interessante tavola rotonda, animata dagli interventi di Francesco Nicotri, del Forum Nazionale dei Giovani, Dario Eugenio Nicoli, dell’Università Cattolica di Brescia, Suor Francesca Farese, Direttrice della Pastorale Sociale e del Lavoro di Padova, Roberto Benaglia, della Segreteria Nazionale CISL e dal Senatore Giorgio Santini e chiesto loro di intervenire sulle questioni care alla GiOC: la formazione professionale, l’alternanza scuola-lavoro e i giovani NEET.

I laboratori congressuali e le votazioni

Si è quindi riflettuto, divisi in laboratori sulle diverse dimensioni della militanza d’ambiente: la qualità delle relazioni, lo stile accogliente, responsabile e impegnato, su quelli che sono i valori che guidano le nostre scelte e sull’azione incisiva che identifica la nostra identità.

Ultimo momento del Congresso, la votazione degli emendamenti proposti dalle zone su quelle che saranno le priorità del movimento per il prossimo triennio, forse uno dei più bei momenti di confronto e di spazio per il cambiamento nella GiOC.

Naturalmente il Congresso non è stato solo questo, ma è stato anche e soprattutto condivisione, sorrisi e una bellissima festa nella serata. L’occasione per conoscersi e ritrovarsi.

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