Due giorni a "IO LAVORO"

Ho avuto occasione di partecipare alla 21° edizione di “Io lavoro” a Torino proprio una decina di giorni fa, durante il mio servizio civile in GiOC.
E' qui a Torino che la manifestazione nasceva poco più di 10 anni fa, quando in occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006 si era presentata la necessità di reclutare personale. Da qui in poi grazie al successo riscontrato “Io Lavoro” è diventata con il tempo la più grande job fair italiana.
Si tratta di un'occasione molto importante per i giovani e gli adulti che hanno bisogno di un momento di orientamenti, di inserirsi o re-inserirsi nel mercato del lavoro.
Allo stesso tempo anche le aziende possono sfruttarla come un'enorme vetrina per presentarsi e selezionare eventuali candidati nello stesso luogo e momento.
Quest'anno la manifestazione si è tenuta il 4 e 5 ottobre al Lingotto Fiere.
Era la prima volta che mi si presentava questa occasione e non appena ho oltrepassato le grandi vetrate di questo luogo ho chiesto informazioni su come erano organizzate le due giornate e una mappa per potermi orientare meglio all'interno.
Lo spazio era diviso per aree; vicino all'ingresso era disposta l'area aziende insieme all'area istituzionale.
Ogni azienda aveva a disposizione un suo spazio personale per poter accogliere tutte le persone che si erano iscritte rigorosamente online e attendevano il proprio turno per poter tenere un colloquio conoscitivo.
La novità di quest'anno è stata la vicinanza tra mondo del lavoro e mondo della formazione e la collaborazione delle scuole e delle agenzie formative con le aziende disponibili ad ospitare studenti in alternanza scuola-lavoro. Mentre a livello universitario erano presenti università e imprese impegnate nel proporre percorsi di ricerca e master in apprendistato.
Uno degli eventi più particolari è stato sicuramente “Il Campionato dei mestieri” che si è tenuto durante l'evento per entrambe le giornate ed è stato pensato per ragazzi tra i 17 e i 24 anni.
Il World Skills Piemonte è una competizione per giovani talenti piemontesi che si sfidano in mestieri come acconciatore, cameriere, cuoco, estetista, grafico, hotel receptionist, meccanico, operatore socio-sanitario, pasticciere, sarto e muratore e mostrano ai visitatori tutto ciò che hanno imparato o stanno imparando durante il loro percorso formativo.
Infine ci sono stati in programma seminari, workshop e dibattiti incentrati su temi come il passaggio dalla scuola al lavoro, la ricerca del lavoro, la creazione d'impresa e il sistema duale.
Durante la seconda mattinata ho partecipato al seminario nazionale “Il sistema duale a un anno dal debutto”, un argomento molto attuale. Il sistema duale nel Jobs Act è il nuovo apprendistato per la formazione e l'occupazione dei giovani tra i 15 e i 25 anni che vogliono conseguire il titolo di studio e nel frattempo inserirsi nel mondo del lavoro. All'interno di questo sistema possono essere incluse tutte le imprese a patto che possano inquadrare i giovani con un contratto di apprendistato, garantire spazi adeguati per la formazione sia teorica che pratica con strumenti tecnico-professionali a norma e infine che possiedano personale che possa offrire affiancamento agli apprendisti.
Il seminario è partito da un'analisi esplorativa sui percorsi di istruzione e formazione professionale in Piemonte e ciò che di importante è emerso è che possedere una qualifica raddoppia la possibilità di trovare un'occupazione a tre anni dal termine degli studi. Al contrario invece i ragazzi che abbandonano i corsi senza conseguire la qualifica sono occupati solo per il 30%, nonostante facciano ingresso prima nel mondo del lavoro. Si è stimato inoltre che le ragazze si qualificano più spesso ma si trovano penalizzate poi nel mondo del lavoro, insieme a stranieri e disabili che sono la categoria più penalizzata.
Altri interventi da sottolineare durante il seminario sono stati quelli dei rappresentanti di Anpal e Anpal Servizi (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) che ha fatto notare come il sistema duale fornisca molte più competenze ai ragazzi, che riescono ad acquisirle in minor tempo. Nonostante non ci sia ancora la certezza che il duale sarà un sistema vincente poiché è ancora “in prova” sono state messe a disposizione molte risorse e l'obiettivo è quello di portare questo sistema allo stesso livello di efficienza in tutte le province e regioni. Per il momento si è lavorato con 300 Cfp per trasformarli in Centri di formazione duale e per migliorare i corsi da loro proposti. Sono poi intervenuti rappresentati di “Forma Lavoro” e si è discusso sul concetto di dispersione che si ha quando non si trova corrispondenza tra formazione e tipo di lavoro che poi effettivamente è disponibile. E' importante che ci sia unione tra formazione, famiglie e imprese. Le imprese si sono inserite molto bene nei percorsi formativi, non soltanto a parole ma investendo in questa esperienza in termini sociali oltre che produttivi. Così le imprese danno ai giovani la grandissima opportunità di imparare davvero come si lavora e cosa li aspetta nel loro futuro lavorativo, c'è un confronto diretto con il mondo del lavoro con l'obiettivo di avvicinare realmente l'offerta di lavoro all'aspettativa. Infine i sindacati hanno valutato il duale come un sistema sicuramente valido, ma hanno riconosciuto quanta confusione ci sia ancora tra le varie alternative esistenti (apprendistato, tirocinio, alternanza scuola-lavoro, duale..). Questo perché purtroppo il mondo delle istituzioni e quello del lavoro non sempre riescono ad incontrarsi e sono organi troppo divisi che non riescono ancora a comunicare abbastanza. E' necessario quindi un sistema più unito e più solido per rendere queste opportunità ancora più preziose e utili per i giovani.

 

Giulia T.

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