Settimana Comunitaria a San Donato

Dal 26 febbraio al 2 marzo ho partecipato alla settimana comunitaria, che si è svolta presso la parrocchia di San Donato. Questo progetto è consistito nel far convivere all’interno della parrocchia, per 6 giorni, un gruppo di ragazzi di 17-18 anni, quindi di quarta e quinta superiore. L’obiettivo era permettere loro di passare una settimana fuori casa, in modo da fare una piena esperienza di condivisione, sia di spazi che di esperienze con gli altri e responsabilizzarsi nella gestione dei propri impegni senza la stretta supervisione delle rispettive famiglie. Sono stata da subito incuriosita dalla proposta di partecipare, in quanto per me ha rappresentato un’occasione di conoscere nuove persone, quindi nuove storie, oltre che vedere da vicino come la Gi.O.C opera nel concreto per portare avanti il proprio progetto educativo. Anche se i ragazzi coinvolti erano già molto uniti in quanto frequentanti insieme il gruppo parrocchiale da diversi anni, è stato facile per me inserirmi all’interno del gruppo, sentendomi da subito ben accolta in quanto loro si sono mostrati da subito molto disponibili nel raccontarmi le loro vite.

 

La sveglia era prevista intorno alle 6 e la colazione era seguita da un momento di preghiera, dopodiché i ragazzi uscivano per andare a scuola per poi rientrare intorno alle 13-14. Dopo aver pranzato tutti insieme, c’era un breve momento di introduzione e brainstorming ogni giorno su un tema diverso, che veniva poi ripreso in maniera più approfondita ed estesa la sera, dopo cena.

Nel pomeriggio, i ragazzi avevano del tempo libero, da dedicare allo studio, oppure alle varie attività extrascolastiche di ognuno, come ad esempio gli allenamenti o vari corsi.

Intorno alle 20 si cenava, per poi dedicarsi ad un momento di gruppo, con lo scopo di concludere le riflessioni iniziate dopo pranzo. Le attività serali si concludevano con una preghiera o con un canto per finire la giornata con un momento di raccoglimento.

Oltre a partecipare alla settimana, i ragazzi hanno curato anche la parte organizzativa, dividendosi in varie commissioni: la commissione intrattenimento, di cui facevo parte anch’io, che si è occupata della parte più ludica, oltre che dei menù per la settimana, la commissione religiosa che ha curato la scelta delle preghiere, con l’aiuto di suor Valentina che ha condiviso quest’esperienza con noi e la commissione contenuti che ha selezionato le attività ed i temi da affrontare, con la supervisione di Anna, che è stata poi la nostra guida durante tutto questo percorso. Questi argomenti sono stati sviscerati giorno per giorno ognuno da un ragazzo/ragazza in particolare ed alcune volte sono stati invitati anche degli ospiti per condividere queste riflessioni insieme a noi.

In particolare i temi scelti sono stati 5: “impegno senza proclami”, “trasgressione”, “sentimenti e affetti”, “insicurezze” e “libertà”, trattati a partire dall’Elogio della nuova generazione, di Don Mario Operti. I ragazzi sono stati molto partecipativi, raccontando molto di loro ed esponendo il loro pensiero su ognuno di questi argomenti, parlando delle loro esperienze ed anche delle difficoltà che riscontrano nell’interazione con gli altri in generale oppure all’interno del gruppo.

 

<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella serata sull’impegno senza proclami abbiamo parlato del volontariato svolto dai ragazzi,

che gestiscono vari gruppi all’interno della parrocchia ed in particolare abbiamo avuto come ospite una volontaria del telefono azzurro, che si occupa di bambini all’interno del carcere di Torino. La sua presenza è stata molto stimolante in quanto ha rappresentato una testimonianza di volontariato esterna alla Gi.O.C. Quello che più mi è rimasto impresso è stato l’attaccamento che questi bambini sviluppano verso i volontari e sentire quanto totalizzante diventa come esperienza, in quanto porta a sentire un senso di responsabilità verso le persone con cui si interagisce in un contesto così delicato come le Vallette.

Il secondo tema era dedicato alle trasgressioni, in particolare ci siamo concentrati sul attribuire a queste un significato positivo, come ad esempio considerarla una spinta ad uscire da schemi precostituiti e a ricercare nuovi stimoli. L’impressione generale nata dal confronto coi ragazzi è stata che i giovani d’oggi sono tendenzialmente disillusi in quanto sentono che non vengono offerte loro nuove prospettive.

Il mercoledì abbiamo parlato di sentimenti ed affetti ed abbiamo avuto come ospite Alessandro, che ci ha parlato di selezione naturale, strategie sessuali e gelosia da un punto di vista più scientifico. La sera abbiamo affrontato lo stesso tema da una prospettiva più umana. Da quanto è emerso alcuni del gruppo tendono a parlare molto di sé e ad essere molto aperti nei confronti degli altri, anche su questioni molto personali, mentre altri sono più propensi a tenersi le cose dentro e ad affrontarle da soli. Abbiamo parlato anche dell’importanza che ha per ognuno di noi il giudizio degli altri, se ne siamo influenzati o meno e se esporci ci fa sentire in una condizione di fragilità e come siamo cambiati negli anni nell’approcciarci al tema dei sentimenti e degli affetti.

Il giorno successivo abbiamo affrontato il tema delle insicurezze, insieme a Don Enzo, il parroco di San Donato. Da tutti è stata evidenziata un po’ di incertezza per il futuro, ma riflettendo su questo, per tutti i ragazzi riveste un ruolo importante il costruirsi una famiglia, all’interno della quale condividere gli stessi ideali e scelte, mentre per quanto riguarda l’aspetto lavorativo è importante per loro la dimensione sociale e umana.

L’ultimo giorno è stato dedicato alla libertà ed in generale ad un bilancio della settimana. In generale è emerso che per tutti noi la libertà è un concetto molto importante, finché non ferisce gli altri e che alcune volte è arricchente rinunciare alla propria individualità per fare delle esperienze insieme agli altri e per condividere.

In conclusione, è stata per me una bella settimana, ricca di nuovi spunti e che mi ha dato l’occasione di mettermi in gioco sotto molteplici aspetti e di avere un riscontro più diretto del ruolo della Gi.O.C. Inoltre penso che questa esperienza abbia ulteriormente rafforzato i rapporti tra i ragazzi, portando alla luce i punti forti del gruppo ma anche le difficoltà e gli aspetti da migliorare, facendoli sentire ancora più uniti di prima.

 

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