“Sono forse io il custode di mio fratello?”

Esperienza di Francesca Rossi, Greta Varesio e Maurizio Bussi, che hanno partecipato al “Ressemblés pour nos droits”

 

Fin dalla creazione del mondo Dio ci ha concesso la possibilità di vivere in un pianeta
abitato, in un realtà dove ci sono persone uniche che condividono con noi questo lasso
di tempo che ci è stato donato. E da sempre si prende cura di noi proprio attraverso
queste persone. Ma la cosa più bella e il dono più grande che ci fa, è quello di
concederci la gioia di essere custodi dei nostri fratelli, di coloro che abbiamo accanto e
di coloro che condividono con noi questo creato. È proprio questo che abbiamo
potuto sperimentare durante il campo nazionale della JOC francese: sentirsi
custoditi ed essere custodi dei nostri fratelli, del popolo di Dio.


Abbiamo potuto sperimentare un confronto costruttivo sul mondo del lavoro, sui diritti
dei giovani, sulla bellezza di sognare. Eh si, abbiamo sognato e lo abbiamo fatto
in grande, ma lo abbiamo reso il più possibile concreto e realizzabile attraverso azioni
frutto di un cammino all’interno della campagna d’azione della Joc di Francia. 400
giovani che riflettono e sognano per i loro diritti e per un futuro migliore non
sono altro che un autentico invito a lottare con il cuore per qualcosa di meglio.
Significativo è stato vivere tutto questo lontano dalla modernità e dalla tecnologia,
abbandonando cellulari e dando vera attenzione a chi con noi ha vissuto questa
esperienza.


Dono grande è stato il poter rappresentare ogni giovane italiano che desidera
mettersi in gioco per cambiare e per sperare, ma anche ognuno di quelli che ha
paura di farlo. Sappiamo che la nostra futura campagna d’azione sarà sul tema
“NEET”: non ci crederete, ma scoprire che alcune riflessioni e alcune proposte sono
illuminanti anche per noi è stato confortante! Il cammino è in salita ma sentirsi
sostenuti, rende tutto più motivante.


Emozionante, è la parola giusta per esplicare ciò che è stato sentirsi parte di un
qualcosa di grande, di un qualcosa che ha valore al di là dei confini, di un
qualcosa che passa da Malta, dalla Spagna, dall’Ungheria, dalla Francia, dal Kenya, dal
Portogallo, fino a toccare i nostri cuori tanto da farci commuovere e da custodire
queste emozioni, per non perderne neanche un briciolo e poterle condividere con tutti
voi che siete i nostri compagni di questo meraviglioso viaggio che è la vita.


Si potrebbero dire altre mille parole, ma ci teniamo di cuore a ringraziare la JOC di
Francia per questa opportunità e per l’accoglienza incondizionata, e tutti coloro che
sono stati nostri compagni di viaggio e che hanno lasciato nel nostro cuore
un’impronta indelebile.

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